Una giornata nera per i lavoratori dello stabilimento Jabil. Dopo l’ultimo tavolo di confronto con la Regione Campania, l’azienda ha confermato la sua decisione: da domani, 410 dipendenti perderanno il lavoro.
Una scelta che arriva come un colpo al cuore per centinaia di famiglie che, da un giorno all’altro, si trovano senza certezze, senza prospettive, senza un domani. Nonostante le richieste dei sindacati, nonostante gli appelli alla politica, nonostante le speranze di chi ha dedicato anni di vita alla fabbrica, Jabil non ha lasciato spazio a trattative. L’azienda ha ribadito la sua intenzione di procedere con i licenziamenti collettivi, ignorando ogni possibile alternativa.
Fuori dai cancelli della fabbrica, l’atmosfera è carica di tensione e disperazione. C’è chi non sa come pagare il mutuo, chi teme per il futuro dei propri figli, chi si chiede come arriverà a fine mese. Per molti, il lavoro in Jabil non era solo uno stipendio: era dignità, sicurezza, stabilità. E oggi tutto questo rischia di svanire.
I sindacati parlano di una decisione ingiusta e disumana, mentre i lavoratori annunciano battaglia. “Non ci arrenderemo senza lottare”, dicono in coro. La rabbia è tanta, la paura ancora di più, ma c’è una certezza: non sarà un addio silenzioso.
L’appello è chiaro: le istituzioni devono intervenire, e devono farlo subito. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy è chiamato a fermare i licenziamenti e aprire un tavolo di crisi reale, che possa garantire una soluzione industriale per il sito di Marcianise. Lasciare per strada centinaia di lavoratori significa spegnere il futuro di un’intera comunità.