Cinque società e sette persone fisiche coinvolte in un sistema di evasione IVA che ha alterato l’intera filiera commerciale dei carburanti.
A seguito di un’accurata indagine condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caserta, sotto la direzione della Procura, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha ordinato il sequestro preventivo di 5 società e 7 persone fisiche coinvolte in un vasto schema di frode fiscale nel settore dei carburanti. Il valore complessivo dei beni sequestrati ammonta a oltre 112 milioni di Euro, legati a un’operazione fraudolenta di tipo “carosello” nel commercio dei carburanti. Le indagini hanno messo in luce un sofisticato sistema di evasione IVA che ha permeato tutta la catena di distribuzione dei carburanti, dai depositi fiscali fino ai distributori finali. Il principale obiettivo di tale frode era l’elusione dell’imposta sul valore aggiunto, ottenendo in questo modo rifornimenti di carburante a prezzi inferiori rispetto a quelli di mercato. Il meccanismo fraudolento si basava sull’impiego di società “cantiere” e “filtro”, entità create ad hoc per l’acquisto di carburante senza il versamento dell’IVA. Successivamente, queste società rivendevano il carburante senza regolarizzare l’imposta, permettendo a imprese terze di ottenere rifornimenti a costi notevolmente inferiori, alimentando così un circuito di evasione fiscale su larga scala.
