Un evento lavoristico storico, per una questione che nelle Comunità montane perdurava da oltre 16 anni
Siglato l’accordo Sindacati-Provincia per la stabilizzazione di 62 lavoratori forestali casertani. Una svolta storica, che chiude una situazione che perdurava da oltre 16 anni, in particolare per le Comunità Montane. A tale proposito, l’intesa reca anche la firma del nuovo Presidente della Comunità Montana Monte Santa Croce, Emilia Delli Colli, felice testimone, quindi, di un evento dai profondi risvolti lavoristici, politici e soprattutto sociali: l’uscita dei lavoratori dal precariato.
A siglare il documento con le segreterie provinciali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, lato Provincia sono stati il Presidente, Marcello De Rosa, il Consigliere delegato Michele Falco e il Dirigente del settore Giovanni Solino. Non va dimenticato che sullo sfondo di tale risultato, che sulla carta reca la data del 26 marzo 2025, c’è perlomeno qualche decennio di lotte e momenti anche critici tra i diversi soggetti coinvolti, in particolare con le parti datoriali pubbliche. Tanto, fino all’arrivo modifica della legge regionale 11/96, tesa a regolamentare meglio e in maniera più omogenea rispetto agli altri ambiti lavorativi, anche il settore forestale provinciale.
Un evento, la modifica della legge regionale, che ha incrociato la strada della negoziazione portata avanti dalle parti sociali. Da qui la soddisfazione per la risoluzione finale del «caso forestali casertani» espressa in queste ore dalla Segretaria Generale della Fai-Cisl, Maria Perrillo, con Tammaro Della Corte ed Emilio Forte per la FLAI-CGIL di Caserta, oltre che da Teresa Scalaprice per la Uila di Caserta.
Per questo, con malcelato quanto legittimo orgoglio, i sindacati provinciali firmatari dell’accordo ci tengono a sottolineare di essere stati «i primi in Campania a concludere un’intesa di questa portata con una delle quattro Amministrazioni Provinciali coinvolte – insieme alla Città Metropolitana di Napoli – rappresenta un motivo di orgoglio e un precedente importante».
Si apre adesso un nuovo capitolo per le entità montane, per i lavoratori stessi (sui quali impatteranno presto i naturali fenomeni pensionistici ma anche la consapevolezza di vivere un nuovo approccio col lavoro stesso) come pure per l’Ente provinciale. Giorni, mesi e anni durante i quali l’attenzione sarà rivolta alle cose da fare, ai progetti in campo: quelli da concludere e soprattutto quelli che non esistono ancora perché ancora tutti da pensare, da studiare. Il contributo del capitale umano sarà determinante per le sorti di qual mondo chiamato Montagna-Verde-Foreste; con una richiesta di impegno costante senza distinzione, dalle braccia alle menti pensati. Per una pianificazione degli interventi appannaggio del territorio, finanche con un occhio attento e finalmente «predittivo» rispetto ai nuovi fenomeni meteorologici, sempre più influenzati dal cambiamento climatico. I