Napoli – Una battaglia per i diritti sul posto di lavoro sta scuotendo i McDonald’s del napoletano. Da settimane, i dipendenti della catena di fast food stanno protestando contro la decisione dell’azienda di disdettare unilateralmente gli accordi sindacali, aprendo così la porta a possibili trasferimenti forzati. La situazione coinvolge circa nove ristoranti, gestiti dalla società Napoli Futura, partner al 50% di McDonald’s Italia.
La maggior parte dei lavoratori colpiti è composta da donne, spesso madri, con anni di esperienza alle spalle. Il timore è che dietro questa mossa si nasconda un piano per ridurre il costo del lavoro, sostituendo dipendenti con maggiore anzianità con giovani lavoratori a contratti precari.
Le condizioni lavorative denunciate sono difficili: turni intensi, straordinari non pagati, ferie forzate e violazioni delle normative sui riposi minimi. Di fronte a questa situazione, il 30 marzo i dipendenti dei McDonald’s di Afragola e Casoria hanno scioperato, costringendo l’azienda a chiudere il McDrive.
La protesta ha ottenuto il sostegno di molti clienti, che hanno scelto di non acquistare presso i ristoranti coinvolti. Ma la vittoria più significativa è arrivata in serata: la dirigenza ha accettato di riaprire il dialogo con il sindacato, facendo un primo passo indietro sulla revoca degli accordi.
Il prossimo incontro è fissato per il 3 aprile. Per i lavoratori, la strada è ancora lunga, ma la mobilitazione ha già dimostrato la loro forza e l’importanza della loro voce.