Alla fine, Giuseppe Conte ha deciso di giocare la sua carta vincente per portare gente in piazza: non un grande intellettuale, non un pacifista di lungo corso, ma Rita De Crescenzo. E chi se lo sarebbe mai aspettato? Invece eccola lì, in prima fila alla manifestazione contro il riarmo a Roma, a ribadire, si presume, il suo no alle armi. Con tutta la forza della danza napoletana e delle dirette TikTok. In un colpo solo, l’ex premier è riuscito a trasformare una protesta seria in un evento da social trash, con tanto di indignazione in tempo reale da parte dei presenti. C’è chi ha urlato slogan pacifisti e chi, più semplicemente, ha chiesto: “Ma che ci fa quella qua?”. Che dire, la scelta ha avuto il suo effetto: i riflettori si sono accesi, i video sono diventati virali, i commenti indignati si sono moltiplicati. Ma a quale prezzo? Il messaggio contro il riarmo è passato in secondo piano, schiacciato tra una coreografia improvvisata e l’ennesima provocazione mediatica. Il popolo campano, già provato da mille difficoltà, ora si ritrova anche questa: essere rappresentato, o almeno associato, a una figura che, tra vicende giudiziarie, canzoni trash e ambizioni politiche improbabili, sta facendo imbarazzare chi ancora crede che Napoli sia fatta di cultura, intelligenza e dignità. Altro che folklore. Forse era tutto studiato. Forse Conte voleva l’effetto shock. Ma se l’obiettivo era ridare slancio a una mobilitazione importante, si è ottenuto l’opposto: una fiera dell’assurdo, con il rischio concreto che ogni battaglia politica da oggi venga misurata non più per il contenuto, ma per il personaggio del momento arruolato all’ultimo minuto. E a questo punto, vien da chiedersi: la prossima volta, chi ci sarà? Un influencer del fitness per parlare di sanità? Un concorrente del Grande Fratello per discutere di giustizia sociale?

La mossa geniale di Conte: per dire No al riarmo, sì alla De Crescenzo
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